Costruito nell’ultimo quarto del I secolo a.C., oggi ne restano visibili solo pochi ruderi. Nel corso del tempo, il manufatto subì l’ingiuria del tempo, dei cataclismi e giacque per secoli interamente sepolto sotto miserabili casupole. Fu solo intorno al 1830 che il veronese Andrea Monga acquistò a sue spese queste case, le fece abbattere e cercò di riportare in luce quanto rimaneva dell’antico edificio.
Un ampio restauro fu eseguito agli inizi del secolo XX, mentre oggi, del teatro antico, rimangono la cavea e la gradinata, alcune arcate di logge e significativi resti della scena.